Sito e gestione lavorazioni
Le richieste arrivano dal sito, il lavoro si chiude sul posto.
Chi lavora fuori compila il rapporto sul telefono, con la checklist del servizio, le ore, le foto e la firma del cliente, e chi sta in ufficio lo vede arrivare, lo approva oppure lo contesta con un motivo scritto. Il sito che raccoglie le richieste fa parte dello stesso progetto, così sito, applicazione e pannello li segue un fornitore solo, con un referente solo.
Perimetro operativo
Dal modulo sul sito al PDF firmato.
Tre pezzi che lavorano insieme: il sito che porta la richiesta, l’applicazione che la squadra usa sul posto e il pannello da cui l’ufficio controlla. Qui sotto c’è cosa contiene ciascuno, senza aggiungere nulla che non sia già nel prodotto.
Sito multilingua
Il sito di riferimento esce in sette lingue, arabo compreso con impaginazione da destra a sinistra, con le pagine legali e i dati strutturati. Un sito così è un progetto a preventivo, non il canone base.
Modulo richieste
Un modulo di contatto per ogni lingua con nome, telefono, località, tipo di proprietà e servizio, più le chiamate dirette su WhatsApp dalle sezioni della pagina.
App installabile sul telefono
L’applicazione si installa dal browser come icona a schermo intero, in verticale, senza passare dagli store: l’operatore entra con le credenziali che gli dai tu.
Modelli di scheda
Le sezioni e le voci della checklist le governa l’ufficio: otto sezioni e, nel modello completo, sessantatré voci che l’operatore trova già pronte da spuntare.
Ore e dati intervento
Cliente, indirizzo, tipologia, data, entrata, uscita e pausa: le ore totali si calcolano da sole e il conto regge anche quando il turno passa la mezzanotte.
Foto scattate sul posto
Fino a dieci foto per rapporto in sei categorie, fra prima, dopo, anomalia e danno già presente, compresse sul telefono prima di partire e con una nota per ciascuna.
Anomalie a codice
Le anomalie si spuntano da un elenco chiuso di dodici voci, più «nessuna anomalia»: oggi è tarato su pulizie e housekeeping, e adattarlo a un altro servizio è una lavorazione a preventivo.
Firme e PDF del rapporto
La firma dell’operatore è obbligatoria, quella del cliente facoltativa: il PDF in A4 raccoglie dati, checklist, anomalie, foto e firme, pronto da scaricare o stampare.
Invii con registro
Il rapporto parte via email al responsabile o sulla chat Telegram aziendale, con il PDF allegato: ogni invio, riuscito o fallito, resta scritto in fondo alla scheda. La condivisione WhatsApp la fa una persona e non viene registrata.
Pannello dell’ufficio
Storico filtrabile, approvazione o contestazione con motivo scritto, archivio foto, anagrafica di clienti e indirizzi, accessi della squadra e dati isolati per azienda.
Metodo
Un processo leggibile dall’inizio ai risultati.
- 01
Analisi del giro di lavoro
Guardiamo come nascono oggi le richieste e come tornano indietro i rapporti: chi compila, chi controlla e cosa serve davvero per fatturare a fine mese.
- 02
Modelli e anagrafiche
Scriviamo insieme sezioni e voci della scheda, carichiamo clienti e indirizzi, creiamo gli accessi della squadra e configuriamo i canali su cui arrivano i rapporti.
- 03
Prova sul campo
Una settimana di rapporti veri, compilati dagli operatori sul posto: poi correggiamo voci, categorie di foto e testi prima di estendere il metodo a tutta la squadra.
- 04
Esercizio e manutenzione
Il sistema resta in esercizio con il sito collegato: nuove voci, nuovi modelli e nuove integrazioni si concordano prima, e ogni lavorazione extra è approvata prima del costo.
Domande frequenti
Risposte prima di iniziare.
Come fa un operatore a compilare il rapportino direttamente sul posto?
Apre l’applicazione dal telefono, sceglie il modello di scheda e trova la checklist già pronta: spunta le voci mentre lavora, scrive le ore, allega le foto e firma prima di uscire. Ogni voce spuntata viene scritta subito, e il resto del modulo si salva da solo quattro secondi dopo l’ultima modifica. Il rapporto passa da bozza a completato solo quando cliente, indirizzo, orari e firma dell’operatore ci sono davvero: finché manca qualcosa, l’app avvisa e non chiude.
Serve scaricare un’app dallo store?
No, l’applicazione si installa dal browser del telefono e resta come icona a schermo intero, in verticale, senza passare da App Store o Play Store. L’operatore non si registra da solo: l’account lo crea l’ufficio con una password temporanea, mostrata una volta sola e consegnata a mano. Da quel momento entra con email e password, e la cambia quando vuole dal proprio profilo.
Funziona anche se in cantiere non prende la linea?
Senza rete restano salvati sul telefono i dati dell’intervento, le note e le anomalie, in una bozza legata a quel rapporto, con una fascia gialla che avvisa che sei offline. Le spunte della checklist, le firme e le foto hanno invece bisogno della linea. Il recupero avviene riaprendo lo stesso rapporto sullo stesso telefono e sullo stesso browser: la bozza torna e da lì si completa. Non esiste sincronizzazione fra dispositivi diversi, e finché manca la linea il rapporto non passa a completato.
Chi controlla i rapporti prima che vengano usati?
Il controllo spetta all’ufficio, che dal pannello vede i rapporti completati, li apre uno per uno e decide se approvarli oppure contestarli con un motivo scritto obbligatorio. Il motivo compare in un riquadro rosso dentro la scheda, così l’operatore legge cosa va corretto. Una volta uscito dalla bozza, il rapporto non è più modificabile da chi lo ha scritto. Approvazione e contestazione non fanno partire notifiche automatiche: chi controlla avvisa la squadra come fa di solito.
Come si segnala un problema trovato durante l’intervento?
Dentro il rapporto, spuntando una delle dodici anomalie previste — casa trovata molto sporca, oggetti già rotti, zone non accessibili, tempo insufficiente e così via — dove solo «altro» apre un campo di testo libero. La segnalazione viaggia con il rapporto: finisce nella scheda, nel PDF e nel messaggio che arriva al responsabile, e si può accompagnare con una foto nella categoria «anomalia». Non è una coda di assistenza: l’anomalia non ha priorità, assegnatario o scadenza, e l’unico ritorno formale è la contestazione del rapporto.
Il cliente finale riceve il rapporto firmato?
Non in automatico, perché il sistema manda il PDF all’email del responsabile o alla chat Telegram aziendale, mentre su WhatsApp la condivisione la fa una persona che sceglie il destinatario. Il cliente può firmare sul telefono a fine intervento, ma la firma è facoltativa e resta un tratto sul rapporto, senza identità verificata né marca temporale certificata. Non esiste un’area riservata al cliente: chi vuole mandargli il documento scarica il PDF e lo inoltra.
Il sistema pianifica gli interventi e i turni della squadra?
No, il rapporto nasce quando l’operatore lo apre sul posto e non da un intervento programmato: nel sistema non ci sono calendario, turni, promemoria o notifiche push. Non c’è nemmeno geolocalizzazione o timbratura, e l’ora di entrata viene precompilata con quella del telefono, correggibile a mano. Se ti serve la parte di agenda e i messaggi al cliente, è un altro servizio, con listino proprio.
Quanto costa e che cosa serve per partire?
Il sistema completo va a preventivo, perché dipende dal numero di operatori e da quanti modelli di scheda vanno scritti per il tuo servizio. Il sito parte da €19,90 al mese per una landing semplice o un sito base, con proprietà del sito dopo dodici mesi di canone, e l’assistente telefonico che risponde alle chiamate parte da €199 al mese più €590 di avvio, IVA esclusa. Per partire servono l’elenco di clienti e indirizzi, le voci di controllo che usate oggi e la casella o la chat dove far arrivare i rapporti.
Dove serve di più
Questo servizio in 3 settori.
Ogni pagina dice quali attività servono davvero in quel mestiere, e quali si possono lasciare stare.
Prossimo passo
Trasformiamo l’obiettivo in un perimetro operativo.
Una prima valutazione chiarisce priorità, attività, responsabilità e costi.